Nuove terapie per i pazienti affetti da Parkinson

FullSizeRender

Nuove terapie per i pazienti affetti da Parkinson. Nel Centro di Riferimento regionale di Neurochirurgia Funzionale e Stereotassica dell’Azienda ospedaliero-universitaria “MaterDomini” di Catanzaro é stato impiantato per la prima volta un dispositivo per Stimolazione cerebrale profonda (Dbs) dotato di elettrocateteri direzionali. “Si tratta di una delle soluzioni terapeutiche é detto in un comunicato del Centro – che offrono maggiori prospettive ai malati di Parkinson ed altri disordini del movimento. La stimolazione cerebrale profonda (DBS) consente infatti di controllare in modo efficace i sintomi più evidenti della malattia attraverso un piccolo dispositivo impiantato nel paziente. Il dispositivo emette leggere stimolazioni elettriche che viaggiano sino al cervello attraverso sottili elettrocateteri. In questo modo, il cervello viene sollecitato a impartire ai muscoli solo quei particolari comandi che favoriscono il migliore coordinamento dell’attività motoria, la riduzione dei tremori e la diminuzione della rigidità muscolare e dei sintomi più evidenti”. L’innovativo intervento è stato effettuato nel Policlinico universitario dall’équipe coordinata dal prof. Angelo Lavano, Direttore della Neurochirurgia/Centro di Riferimento regionale di Neurochirurgia funzionale e Sterotassica dell’Azienda ospedaliero-universitaria “MaterDomini”, con la collaborazione del dott. Angelo Franzini, Direttore della terza Divisione di Neurochirurgia dell’Istituto neurologico Besta di Milano. “La riuscita dell’intervento – si afferma ancora nella nota – è stata resa possibile anche grazie ai contributi offerti dalle équipe del prof. Aldo Quattrone, direttore dell’Unità operativa di Neurologia, e del prof. Umberto Sabatini, direttore della Neuroradiologia, mettendo al servizio della neurochirurgia stereotassica, indispensabile per il raggiungimento delle zone bersaglio della stimolazione, le competenze Neurologiche e Neuroradiologiche indispensabili per massimizzare l’efficacia della terapia di stimolazione cerebrale profonda, soprattutto in quei casi in cui la terapia farmacologica non può fornire i risultati sperati, ma provoca effetti collaterali non tollerati dal paziente. Per la prima volta, infatti, sono stati impiegati elettrocateteri direzionali messi a punto da Boston Scientific e distribuiti dalla For Medical, collegati ad un dispositivo di neurostimolazione Vercise PC. Questa innovativa tipologia di elettrocatetere permette l’individuazione e il controllo estremamente accurato delle aree cerebrali da stimolare riducendo in misura significativa possibili complicanze o effetti collaterali e rendendo ancor più efficace la terapia di stimolazione cerebrale profonda. Ulteriori punti di forza del sistema Boston sono la possibilità di selezionare più programmi di stimolazione specifica capaci di adattarsi al meglio alle esigenze del paziente, un’innovazione tecnologica normalmente non disponibile nei dispositivi più tradizionali e le dimensioni ridotte del dispositivo Vercise PC per maggiore sicurezza e comfort per il paziente”. Grande soddisfazione è stata espressa dalle équipe chirurgica e medica che hanno effettuato l’impianto su un paziente poco più che trentenne affetto da un grave tremore invalidante. “Le attente valutazioni neurologiche effettuate, associate alla scarsa efficacia della terapia farmacologica e alla giovane età del paziente – ha detto il prof. Lavano – hanno fatto sì che vi fosse giudizio unanime nell’indicazione al trattamento con Dbs. Già nelle prime ore successive all’impianto si è potuta constatarne l’efficacia, apprezzando un’evidente riduzione del tremore confermata anche dallo stesso paziente”. “Il Centro di Riferimento Regionale di Neurochirurgia Funzionale e Sterotassica di Catanzaro diretto dal prof. Lavano – conclude il comunicato – è uno dei pochi Centri europei abilitati ad effettuare questa tipologia di intervento con l’impiego di elettrocateteri cerebrali direzionali, che rappresenta una delle ultimissime innovazioni tecnologiche in grado di garantire ai pazienti la massima efficacia della terapia”. (ANSA).

Fonte : ANSA